Semi biologici e semi trattati: quali sono le differenze sostanziali?

Non tutti i semi sono uguali! Scegliere una varietà di semi piuttosto che un’altra non sempre è la stessa cosa, e questa differenza diventa ancora più rilevante quando consideriamo la derivazione delle sementi: si tratta di sementi biologiche, o hanno subito qualche trattamento?

In questo articolo parleremo delle differenze che esistono tra queste due tipologie di semi, cercando di capire perché quelli biologici sono da preferire a quelli trattati.

I semi biologici

Ma cosa sono i semi biologici? Le sementi biologiche, o biodinamiche, sono delle sementi ottenute mediante i naturali processi di impollinazione delle piante, e quindi completamente privi di OGM e con un ridotto, se non nullo, utilizzo di sostanze di derivazione chimica. I germogli ottenuti con questa tecnica sono quindi completamente sicuri, controllati e naturali.

Distinguere a primo un patto un seme bio da uno non bio non è semplice: alla vista sono sostanzialmente identici! La qualità del biologico viene però riconosciuta e tutelata attraverso gli organismi di certificazione e le informazioni presenti in etichetta. I semi biologici saranno quindi contrassegnati dal marchio biologico europeo, e riporteranno in etichetta la denominazione “Agricoltura Biologica” oltre a tutte le altre informazioni previste dalla normativa.

Perché scegliere i semi biologici

Le sementi non biologiche vengono ottenute attraverso degli specifici trattamenti con OGM, pesticidi e altre sostanze chimiche. Sono spesso il risultato anche di processi di ibridazione (riconoscibili grazie alle sigle F1 e F2 presenti in etichetta) che permettono di ottenere sì dei raccolti più abbondanti e con delle caratteristiche specifiche, ma non sono ovviamente il risultato di un processo naturale.

Perché, quindi, scegliere i semi biologici rispetto a quelli trattati? Il seme biologico è attualmente quello più sicuro e naturale disponibile sul mercato grazie ai continui controlli a cui viene sottoposto per la tutela sia dell’uomo, ma soprattutto della natura.

I semi biologici sono il risultato di processi totalmente naturali che prevedono lo sviluppo spontaneo della pianta, dei suoi fiori, e dei semi appunto, grazie all’azione di impollinazione delle api. Queste sementi sono del tutto prive di sostanze chimiche e non prevedono in nessun caso la presenza di organismi geneticamente modificati, gli OGM appunto.

Scegliere i semi biologici significa fare la scelta più giusta per la propria salute, e soprattutto per la salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di coltivazioni a bassissimo impatto ambientale e altamente eco sostenibili. Questi prodotti offrono al consumatore la garanzia di acquistare un prodotto naturale e salutare, pronto al consumo e di elevata qualità, che rispetta l’ambiente, tutte le altre specie animali e il benessere dell’uomo.

Per garantire sempre questi elevati standard di qualità le sementi biologiche sono sottoposte ad una costante selezione delle loro varietà, appositamente regolamentata da leggi e norme comunitarie. In Europa un ruolo centrale in questa attività è ricoperto dalla collaborazione tra le associazioni europee e l’Istituto di “Ricerca per l’Agricoltura Biologica” (FIBL). Questo lavoro ha permesso di individuare le caratteristiche principali che un seme biologico deve possedere per essere considerato realmente tale: fertilità, capacità di autoriprodursi, rispetto genetico e rispetto delle barriere naturali.

Cosa significa tutto questo? I semi biologici, quando vengono seminati, devono dare origine a piante dello stesso tipo, autoriprodursi senza l’utilizzo di agenti o sostanze esterne, nel totale rispetto del loro genoma e del naturale sviluppo.

L’impatto ambientale e le differenze con i semi trattati

I semi trattati sono il risultato di un’attenta attività di selezione e cura da parte dell’uomo che consente di ottenere delle coltivazioni più abbondanti e con particolari caratteristiche grazie all’uso di OGM, pesticidi, sostanze chimiche e processi di ibridazione artificiale delle piante.

Se da un punto di vista quantitativo consentono di ottenere dei risultati migliori, è altrettanto vero che questa tipologia di sementi sono a forte impatto ambientale. Tutte le sostanze chimiche utilizzate per la produzione di queste sementi vengono inevitabilmente assorbite dal terreno, e di conseguenza anche dai futuri germogli.

I semi biologici nascono invece con tecniche di coltivazione completamente ecosostenibili; la produzione viene eseguita senza l’ausilio di fertilizzanti o pesticidi, e non vengono rilasciate nell’ambiente sostanze inquinanti. Scegliere questa tipologia di seme rispetto agli altri significa riconoscere l’impegno, il lavoro e l’attenzione verso l’ambiente di chi si occupa quotidianamente di salvaguardare la natura e il benessere dell’uomo allo stesso tempo.

Questo non significa che la produzione di semi biologici non faccia ricorso a tecniche o sostanze aggiuntive per aumentare la fertilità del suolo e la qualità dei semi stessi, ma l’agricoltura biologica e biodinamica ricorrono a concimi ecologici e preparati naturali, riducendo al minimo l’utilizzo di sostanze inquinanti.

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