La produzione biologica e i principi che vengono seguiti

L’agricoltura industriale, ampiamente diffusa in tutto il mondo, si basa sullo sfruttamento di miliardi e miliardi di ettari di terreno che vengono trattati con pesticidi e un’infinità di altre sostanze chimiche. Gran parte di queste terre sono destinate alla produzione di mangimi per gli allevamenti di bestiame che a loro volta sono poi destinati a finire sulle tavole dei consumatori. Uno sfruttamento così intensivo e incessante sta portando ad un rapido esaurimento delle risorse naturali, alla distruzione della biodiversità e un aumento del fabbisogno energetico e delle emissioni inquinanti.

Appare subito evidente, quindi, che un cambio di passo è imprescindibile! La soluzione deriva proprio da quelle pratiche di coltivazione e allevamento che, al posto di sfruttare le risorse, le valorizzano e creano le condizioni per produrne delle nuove: il biologico è una di queste! Scopriamo di più su cosa voglia dire produrre biologico e quali siano i principi su cui si fonda questa metodologia.

Cosa intendiamo per produzione biologica?

Produrre con metodi biologici significa lavorare nel pieno rispetto delle norme in materia di agricoltura biologica, ossia promuovere e tutelare la protezione dell’ambiente, difendere e valorizzare la biodiversità e rafforzare la fiducia e la consapevolezza dei consumatori nei confronti dei prodotti biologici. Tutto questo si traduce in un’agricoltura che non contempla l’utilizzo degli OGM, vieta l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, limita l’uso di fertilizzanti artificiali e altri prodotti chimici, vieta l’utilizzo di ormoni sugli animali e limita quello di antibiotici solo nei casi di necessità per tutelare la salute degli stessi.

Come si fa la coltivazione biologica?

Coltivare biologico significa adottare un metodo di produzione che si basa sui principi della preservazione della fertilità del suolo e della cura dell’equilibrio dell’intero ecosistema in cui si lavora. Non si tratta solo di eliminare o limitare l’utilizzo di insetticidi, pesticidi o concimi chimici, bensì significa applicare in maniera corretta e fedele i principi di coltivazione biologica con l’obiettivo di aumentare la biodiversità, tutelare la salute degli animali, e preservare le risorse naturali del suolo e dell’ambiente. Nel dettaglio, una coltivazione biologica si basa su:

  • Utilizzo di fertilizzanti organici compostati al posto di quelli chimici. Laddove dovesse essere necessario utilizzare questi ultimi, si ricorre unicamente a quelli contemplati dal regolamento.
  • Adozione della pratica del sovescio per aumentare la fertilità del suolo.
  • Rotazione e avvicendamento delle colture.
  • Accurata scelta e ricerca delle varietà di coltivazioni più adatte al territorio.
  • Creazione di siepi e alberature, utili non solo a migliorare il paesaggio, ma anche ad aumentare la biodiversità.
  • Ricorso alla consociazione.

Il ricorso sistemico a queste pratiche è la condizione fondamentale per dar vita ad una coltivazione biologica vera e propria. È comunque sempre ammessa la possibilità di utilizzare prodotti o tecniche non propriamente biologici per la difesa e la cura delle coltivazioni, purché si tratti sempre di elementi previsti dalla cosiddetta “lista positiva” del regolamento sull’agricoltura biologica.

Quali sono i principi su cui si basa l’agricoltura biologica?

Gli agricoltori biologici devono rispettare degli specifici standard se desiderano commercializzare e proseguire la propria attività nel biologico. Coltivare biologico, infatti, significa valorizzare la biodiversità, rispettare la salute degli animali, tutelare l’ambiente e i prodotti, e per far questo è fondamentale conoscere e seguire tutti i principi che stanno alla base dell’agricoltura biologica.

Ma quali sono questi principi? I principi base sono quattro:

  1. Principio del benessere – L’agricoltura biologica deve favorire e tutelare il benessere del suolo, della fauna, della flora e degli esseri umani, secondo la logica di un ecosistema in cui tutti questi elementi sono interdipendenti. La salute e la sicurezza dell’uomo, infatti, non può prescindere da quella della terra e degli animali, e viceversa. Si tratta quindi di creare e mantenere un equilibro duraturo perseguendo l’obiettivo di produrre, trasformare e commercializzare prodotti biologici che siano di qualità molto elevata, senza però intaccare la fertilità del suolo o la salute degli altri esseri viventi.
  2. Principio dell’ecologia – La produzione biologica deve essere basata su processi ecologici e di riciclo. Le colture, gli allevamenti e le raccolte devono adattarsi ai cicli e agli equilibri normalmente esistenti in natura. Sebbene questi cicli siano universali, ogni luogo ha il proprio profilo climatico e territoriale, e a questi le attività di coltivazione biologica si devono adattare. L’uso delle risorse naturali deve essere poi ridotto approfittando dei vantaggi del riutilizzo e del riciclo dei materiali e dell’energia utilizzata.
  3. Principio dell’equità – L’agricoltura biologica deve costruire un network di relazioni che assicurino equità e rispetto dell’ambiente e della vita di tutti gli esseri viventi. Tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nei processi di produzione biologica devono vedersi riconoscere la stessa buona qualità di vita con l’obiettivo di ridurre la povertà e disparità alimentari nel mondo. Questo significa che gli allevamenti devono trattare gli animali con rispetto e attenzione, che l’uso delle risorse naturali sia rispettoso delle esigenze delle generazioni presenti e future, e che l’intera filiera produttiva e distributiva sia trasparente e coerente con i costi ambientali e sociali sostenuti.
  4. Principio della precauzione – L’agricoltura biologica deve essere gestita in maniera prudente e responsabile al fine di tutelare anche il benessere e le esigenze delle generazioni presenti e future. Le pratiche di coltivazione intensive tipiche delle produzioni industriali fanno un uso spropositato delle risorse disponibili, mettendo in serio pericolo la disponibilità futura delle stesse. Nelle coltivazioni biologhe, invece, tutte le attività devono essere attentamente organizzate e pensate per ridurre al minimo i fabbisogni di energia e risorse naturali, incentivandone la produzione di nuove laddove possibile.
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