Nuovi materiali per il packaging del food: l’importanza della ricerca e della formazione. La parola all’Università di Parma

Nell’ambito del webinar Nuovi materiali per il packaging del food: l’importanza della ricerca e della formazione, in programma venerdì 11 giugno alle ore 11, abbiamo intervistato la Prof.ssa Antonella Cavazza dell’Università di Parma e del Cipack che interverrà anche nel pomeriggio alle ore 15 all’appuntamento online Il packaging in ambito cosmetico: ricerca, sicurezza e scelte consapevoli.
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Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione nei confronti non solo del prodotto, ma anche del contenitore. Nelle ricerche più recenti è dimostrato che un packaging riciclabile o riciclato costituisce un importante driver di acquisto da parte dei consumatori. Le aziende di food e quelle di cosmesi in Italia come stanno reagendo a questo trend?
Le aziende si stanno sicuramente attivando per sondare nuove soluzioni di packaging, e da parte nostra, nel mondo della ricerca, si percepisce un crescente interesse per materiali riciclabili o alternativi alla plastica. Riceviamo infatti numerose richieste di collaborazione in questo ambito, e questo ci porta ad affrontare nuove sfide che per noi sono decisamente di stimolo.

Quello che spesso ci viene riportato è che c’è un po’ di fatica nella comunicazione tra specialisti del packaging e responsabili del marketing. Questi ultimi infatti spesso insistono nel proporre nuovi materiali, e hanno fretta di realizzare nuove confezioni. Spesso ci sono però dei limiti per il loro utilizzo in termini di performance. Gli studi svolti sono infatti ancora limitati e c’è bisogno ancora di parecchio lavoro in questo ambito.

Nell’epoca dell’iperinformazione, che ruolo ha la formazione per i professionisti?
Sarebbe auspicabile una formazione “super partes”, disinteressata e affidabile, non condizionata dagli strumenti di comunicazione e di marketing. Una formazione che sia in grado di dare delle linee guida sia alle aziende, ma anche ai consumatori, che da parte loro sono in balia di quanto scritto sui social e trasmesso dagli spot pubblicitari. Le informazioni divulgate dai media sono quasi sempre frutto di una “strategia di comunicazione” e questa non può essere definita una autentica “formazione”. Esempi tipici sono quelli che vengono definiti “greenwashing”, purtroppo sempre più frequenti.

Un altro aspetto che sempre più oggigiorno è richiesto alla formazione, è la capacità di spaziare su differenti temi. I prodotti e i servizi che i consumatori richiedono sono sempre più complessi e multidisciplinari. In altre parole, una formazione iper-specializzata, che non sia in grado di generare collegamenti tra le varie discipline, oggi non rappresenta uno strumento con il quale affrontare le problematiche che comunemente le aziende si trovano ad avere. Scienza dei materiali, microbiologia, logistica e supply chain management, simulazione, life cycle assessment sono solo alcuni esempi di discipline che oggi sono altamente interconnesse tra di loro soprattutto in un contesto packaging.

L’Università assume un ruolo importante in questo ambito, così come cerchiamo di fare noi a Parma, proponendo ormai da più di 10 anni un Master in Packaging, i cui moduli possono anche essere seguiti da professionisti del settore, sotto forma di corsi di aggiornamento specifici. Il master è proposto dal Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, ed è legato al centro Cipack del Tecnopolo di Parma, che nasce come “ponte” tra università e industria. Alla luce di quanto precedentemente illustrato sia il Master, sia il centro interdipartimentale CIPACK affondano le proprie radici su un approccio multidisciplinare. In particolare, il Centro vede la rappresentanza di ben 9 Settori Scientifici Disciplinari facendo affidamento su esperti provenienti da ambiti anche molto diversi tra loro e in grado di fornire un valido supporto per l’industria “a tutto tondo” nell’ambito della terza missione. In modo del tutto analogo, ma focalizzato sulla missione formativa, il Master in Packaging rappresenta oggi un interessate strumento di arricchimento culturale a 360 gradi in grado di formare gli studenti rendendoli pronti ad affrontare i problemi con una ampia apertura mentale.

Oggi si fa di tutto pur di sostituire la plastica e stiamo assistendo ad una proliferazione di packaging in legno e cartone. Tutto ciò che sostituisce la plastica è davvero un materiale sicuro?
Tutto ciò che viene proposto come sostitutivo della plastica è spesso accolto a braccia aperte, ma è necessario eseguire controlli analitici che valutino eventuali migrazioni in maniera puntuale. E’ importante anche fornire informazioni sulla stabilità di questi materiali nel tempo, e quando sono posti a contatto con prodotti quali liquidi e creme. In particolare, per migliorare la stabilità dei materiali vengono proposti dei trattamenti superficiali che evitino ad esempio fenomeni di assorbimento, ma la natura e il comportamento di tali coating è da approfondire. In letteratura ci sono già articoli scientifici relativi a questo tipo di studi, e sicuramente nel tempo andranno ad aumentare.

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