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Specchiasol, i nuovi mercati e le attese verso B/Open

L’azienda veronese guarda con forte interesse all’evento che chiamerà a raccolta i buyer di tutto il mondo specializzati in prodotti dedicati al bio: un’occasione di visibilità per il Made in Italy che può far crescere la categoria.

“Una manifestazione come B/Open, dedicata al settore del biologico e del benessere, in grado di parlare agli operatori e di metterli a confronto su tematiche comuni, è fondamentale. Soprattutto per l’Italia, visto che il nostro biologico viene distribuito in tutto il mondo ed è particolarmente apprezzato per i livelli qualitativi che esprime”. Parola di Mauro Ricchiuto, 50 anni, vicepresidente ed export manager di Specchiasol, azienda veronese che opera nel settore del benessere naturale e conta 110 dipendenti, un fatturato di 30 milioni di euro, due sedi aperte all’estero (Spagna e Russia) e un mercato internazionale in forte espansione. “Il mercato asiatico sta crescendo -prosegue Ricchiuto- e Specchiasol guarda con grande attenzione a tutti i Paesi emergenti nei quali il Made in Italy di qualità gode di una meritata fama”.


In questo contesto una rassegna come B/Open, la nuova manifestazione di Veronafiere rivolta al segmento business del biologico declinato in tutti i suoi aspetti, dal natural self-care all’alimentazione biologica - in programma dall’1 al 3 aprile 2020 - si rivela un “inedito”, con un interessante potenziale non soltanto sul piano commerciale, ma anche dal punto di vista degli approfondimenti e delle tematiche che possono essere affrontate.


Il dialogo con i buyer e il valore degli integratori

“Specchiasol è interessata ad aprirsi a nuovi mercati, da quelli asiatici al Centro e Nord America -precisa Ricchiuto-. In particolare l’area americana, attualmente di difficile approccio, potrebbe rivelarsi strategica per l’espansione internazionale e B/Open potrebbe fungere da veicolo per mostrare a operatori professionali e buyer esteri quali sono i driver che stanno alla base del nostro sistema produttivo, che parte da una leva innanzitutto culturale. Il sistema nutraceutico italiano ed europeo è decisamente più salutistico e più attento al benessere globalmente inteso della persona”.


Fra i temi che Specchiasol auspica vengano affrontati a B/Open c’è l’armonizzazione normativa, già prevista su scala comunitaria per i cosmetici, ma ancora assente nel settore degli integratori. “Sarebbe molto più semplice poter contare su una registrazione unica, valevole per tutti i paesi dell’Unione europea”, afferma Ricchiuto. Il futuro degli integratori sembra comunque roseo: è il secondo prodotto venduto in farmacia, davanti ai farmaci da banco e alla cosmetica. “Anche il medico -rivela Giuseppe Maria Ricchiuto, fondatore e presidente di Specchiasol- non considera più l’integratore un antagonista del farmaco, ma uno strumento coadiuvante alla medicina”. I canali distributivi sono, oltre alle farmacie, le parafarmacie e le erboristerie.



Il lavoro di ricerca e sviluppo

“Investiamo molto nei nostri laboratori interni di ricerca -specifica Antonio Scialpi, direttore scientifico del gruppo- sia in termini economici sia sulla preparazione di dipendenti e collaboratori”. L’impegno è volto a rispondere in tempi rapidi a un mercato fluido e dinamico: “Non è immediato tracciare l’identikit dei nostri clienti. Otto su dieci sono donne, con una cultura medio alta; amano i prodotti naturali e mostrano una spiccata sensibilità verso il benessere del corpo e della mente e prediligono appunto rimedi naturali rispetto ai farmaci”. Anche a loro B/Open dovrà fornire le risposte che cercano in termini di bio foods & natural self-care.