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Il biologico e la cosmesi: Montalto a B/Open

Ha senso mangiare sano se quello che mettiamo sulla nostra pelle non lo è?

Quando parliamo di cosmesi naturale, ci sono numerose distinzioni da fare che concorrono alla naturalità del prodotto: ci sono aziende che più di altre testimoniano una grande coerenza nel modo di lavorare nel settore biologico della cosmesi.

Abbiamo intervistato Giuseppe Montalto, amministratore di Montalto, azienda che ha scelto come claim “Cibo per la pelle”: come vengono realizzati i loro prodotti? Quanto è fondamentale un elemento come l’acqua? Come si fa a rendere un prodotto cosmetico “emozionale” e quanto conta un packaging sostenibile?

Qui sotto troverete le risposte a queste domande, ma anche di quanto ci sia necessità di chiarezza nel settore della cosmesi e di come proprio B/Open possa costituire una buona occasione per fare questo.

 

“La purezza delle materie prime e quella delle intenzioni” è il messaggio che contraddistingue il vostro modo di lavorare. Da cosa prende le mosse la vostra azienda?

Diciamo che solo il desiderio di ottenere il meglio può far perdurare la costante qualità dei nostri prodotti così a lungo: il nostro è un progetto ambizioso che dura da 63 anni.

Il nostro interesse verso il benessere e, in modo più ampio, verso l’uomo ha radici salde nella nostra profonda cosm-etica: per questo i nostri cosmetici sono formulati nel rispetto dell’uomo e della natura da tutti i punti di vista.

Parliamo di “buone vibrazioni”: non intendiamo solamente una generica sensazione di positività, ma stiamo parlando di quelle vibrazioni positive che il nostro lavoro porta a noi e agli altri.

Anche grazie alla qualità delle materie prime e al trattamento a cui noi le sottoponiamo, possiamo affermare e sentire sulla nostra pelle le vibrazioni positive dei nostri cosmetici.

 

Cosa lega la vostra azienda alla Fiera di Verona?

Il nostro rapporto con Veronafiere nacque nel 1976: era il periodo in cui stava nascendo un nuovo canale e si stava sviluppando l’erboristeria italiana.

Nacque così Herbora, manifestazione fieristica alla quale, fino agli anni Novanta, hanno preso parte le aziende dell’erboristeria italiana e internazionale. Herbora ha rappresentato molto più di una fiera, è stata uno dei primi esperimenti di rete di aziende.

 

Come è cambiato oggi il mercato erboristico?

Il mercato mondiale parla di green e sostenibilità: in questo gli erboristi, grazie alla loro grande preparazione e conoscenza del naturale, dovrebbero essere le figure di riferimento per la cosmetica naturale.

 

Il bio oggi non è più una nicchia. Quali sono i valori del vostro brand e cosa vi distingue dalle altre aziende di settore?

Buone vibrazioni e materie prime sono il nostro punto di forza.

I nostri cosmetici sono formulati nel rispetto dell’uomo e della natura da tutti i punti di vista: qualsiasi scelta si faccia in azienda, dalla più piccola e apparentemente insignificante alla più importante, tiene sempre conto di questo aspetto fondamentale.

Partiamo sempre dal presupposto che i cosmetici sono cibo per la pelle, nel vero senso della parola, visto che la pelle assorbe qualsiasi cosmetico e lo porta al suo interno. Per questo non può e non deve in alcun modo nuocere ma deve appagare positivamente chi lo indossa.

La scelta di materie prime di altissima qualità contribuisce a creare il valore dei nostri cosmetici, per questo motivo impegniamo molte energie per trovare i fornitori migliori, quelli che sposano la nostra filosofia e che lavorano in totale sintonia con la natura.

 

Ci potete fare un esempio sugli ingredienti dei vostri cosmetici?

Un esempio di rilievo è la cera d’api: la acquistiamo in Italia da apicoltori che lavorano seguendo il metodo biodinamico. Perché biodinamico e non semplicemente biologico? Perché il metodo biodinamico presta un’attenzione a 360° sia nei confronti delle api che dell’ambiente.

La caratteristica che ci contraddistingue da tutta la nostra concorrenza è sicuramente l’utilizzo dell’acqua.: utilizziamo acqua rivitalizzata che ci nutre con vibrazioni positive. L’acqua non dimentica il suo cammino e lo racconta agendo sulla pelle, sulla mente e sulle emozioni.

È l’ingrediente più importante, contenuto in più alta percentuale in quasi ogni cosmetico. Per questo non va considerato solo come base nella quale costruire un cosmetico, ma l’elemento di primaria importanza che agisce in modo radicale su ognuno di noi.

 

Nel 2005 venite scelti insieme ad altri esperti per definire il disciplinare che doveva regolamentare i prodotti cosmetici e biologici per C.C.P.B.

Si, ho collaborato alla realizzazione del disciplinare: attualmente c’è una grande confusione, ogni certificazione ha regole diverse, noi abbiamo scelto la certificazione secondo lo standard CCPB.


Nel 2000 siete stati i primi a stampare i contenitori dalla plastica biodegradabile. Qual è il vostro lavoro sul packaging?

La nostra mission è quella di prestare attenzione anche al contenitore del cosmetico che realizziamo per questo scegliamo la soluzione più sostenibile.

I materiali che privilegiamo da 20 anni sono:

  • Il Mater-Bi, una bioplastica biodegradabile e compostabile
  • Il vetro, riciclabile all’infinito
  • La plastica riciclata e la plastica ottenuta dalla lavorazione della canna da zucchero.

 

Come vede l’idea di una nuova fiera esclusivamente dedicata agli operatori del settore?

Non vediamo l’ora di partecipare, aspettiamo al nostro stand tutti gli operatori interessati alla cosmetica naturale di alta qualità.