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Il biologico del Sud Africa a B/Open, un comparto in crescita del valore di 10 milioni di euro

Console, qual è l’interesse del Sudafrica verso il biologico e verso B/Open?

In Sudafrica, con la crescita della classe media, la domanda per i prodotti biologici sta aumentando. Anche se il settore non è ancora stato formalizzato, ci sono diversi produttori emergenti che stanno entrando nel mercato. Come paese, vorremmo far crescere questo settore e promuovere, nel mondo, prodotti che siano sani, naturali e deliziosi.
L’Europa ha un settore biologico ben sviluppato e questo offre al Sudafrica un’opportunità per imparare dalle esperienze e dal know-how dei produttori europei e sviluppare questo settore.


In una nuova condizione post-Covid, come pensa possano crescere i rapporti commerciali fra Italia e Sudafrica nel settore del biologico?

Con l’attuale pandemia l’economia mondiale è rallentata significativamente e la produzione manifatturiera è diminuita. Tuttavia, le persone hanno comunque bisogno di alimentarsi, pertanto la cooperazione nell’importazione di prodotti agricoli può essere considerata un settore in crescita per le nostre due economie.

Gli attuali contatti con i produttori, distributori e i buyer ci consentono di prepararci al mondo post-Covid per garantirci una crescita nel momento in cui ciò avverrà.


Il biologico è al centro delle politiche della Commissione Europea per i prossimi anni. Quale direzione ha preso o prenderà il Sudafrica verso il biologico? Ci sono aiuti, agevolazioni o politiche particolari per il settore? Sostenete solamente i processi di produzione o avete adottato misure di supporto anche dell’export?

La promozione degli ingredienti naturali e biologici è uno degli obiettivi del Piano di Azione Industriale del Sudafrica, sia per il potenziale trainante di questo settore nella crescita economica del paese che per creare occupazione sostenibile, visto il legame stretto con il settore primario dell’agricoltura che si trova all’inizio della catena del valore.

Il sostegno del settore, in termini di accesso ai mercati esteri, avviene attraverso il Department of Trade, Industry and Competition (the dtic). Tra i servizi di assistenza forniti dall’Ufficio per la Promozione dell’Export e degli Investimenti del Ministero vi sono: la raccolta di informazioni sul mercato; l’identificazione di mercati che offrono potenziali opportunità attraverso la Strategia di Diversificazione dei Mercati; il matching di potenziali esportatori con buyer stranieri e la fornitura di assistenza sul mercato; la disponibilità di servizi di consulenza per l’export; l’intelligence sui mercati; la partecipazione a Padiglioni Nazionali, Missioni Export, Programmi sponsorizzati di Buyer e altre iniziative che agevolano gli investimenti e il commercio. L’assistenza finanziaria avviene attraverso uno strumento che chiamiamo Export Marketing and Incentive Assistance (EMIA).

Alcuni prodotti in Sudafrica, che potrebbero essere stati coltivati in modo biologico, non vengono identificati come tali. Per via del costo del processo delle certificazioni e dei requisiti necessari, alcuni agricoltori decidono di non vendere con l’etichetta biologica.


Quali sono le superfici coltivate in regime biologico, qual è l’estensione, quali sono i prezzi medi dei prodotti agricoli e agroalimentari bio rispetto a quelli convenzionali in Sudafrica?

Il Sudafrica sta ancora lavorando verso una raccolta di dati che possa produrre delle statistiche formali e creare una politica strutturata nel settore biologico.

Per quanto riguarda i prezzi medi e il potere di acquisto della popolazione, purtroppo al momento i prodotti biologici sono considerati un lusso e si trovano soprattutto nelle famiglie benestanti e nei negozi alimentari di fascia alta. Questa è una sfida enorme per il nostro paese.


Come sta evolvendo il settore e su cosa stanno puntando i produttori del Sudafrica? Uno dei segmenti forse più vivaci è quello del vino biologico: è così anche per il vostro Paese?

Il valore del mercato biologico sudafricano è stato stimato intorno a ZAR 200 milioni (€ 10 milioni) in tutte le categorie di prodotti. Negli ultimi 15 anni, l’agricoltura biologica ha combattuto per conquistarsi la meritata attenzione in tutti gli aspetti della società sudafricana e sta riscontrando molto successo nell’ottenere riconoscimento. Questo è sostenuto dalla crescita della classe media e dalla sempre maggiore consapevolezza della popolazione verso l’importanza di avere uno stile di vita sano.

I produttori sudafricani offrono una vasta gamma di prodotti fra i quali vi sono vari cereali, vegetali, radici, tuberi, erbe, spezie, frutta, noci, tisane tipo “rooibos” (il rinomato thè rosso) e ingredienti naturali.

Le più ampie coltivazioni frutticole, in termini di ettari, sono banane, avocado, pere e mango mentre come ortaggi abbiamo cucurbitacee, pomodori, asparagi, brassiche e patate. Si producono anche vino, olio d’oliva e oli essenziali. L’allevamento biologico di latte sta anche crescendo con un vantaggio comparato in alcune province del Sudafrica.