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I controlli sul biologico ai tempi del coronavirus

L’emergenza da Covid19 sta mettendo in discussione l’economia mondiale. Ma cosa accade al mondo del biologico?

Come si stanno organizzando gli enti certificatori italiani rispetto ad una professione che è costituita sia da un lavoro di analisi da remoto che di relazione?

B/Open ha intervistato Claudio Fabris, Control Manager di BIOS s.r.l., Organismo di Controllo e Certificazione del metodo di produzione biologico che sarà presente alla prossima edizione della manifestazione assieme agli altri principali enti certificatori italiani.

 

Come lavorano gli ODC in questo periodo di emergenza? Si è intensificata l’attività?

In generale l’attività ispettiva ha avuto una flessione, è ancora presto per definire “di quanto”.

Purtroppo, non eravamo assolutamente preparati a scenari simili e l’impatto è stato molto pesante. Per quanto riguarda il personale interno ci siamo dovuti organizzare con lo “smart-working”. Molto del nostro tempo è attualmente utilizzato per pianificare e ri-pianificare, quasi quotidianamente, l’organizzazione interna. Non è facile, ma dopo una iniziale difficoltà, posso dire che da questo punto di vista i nostri Collaboratori stanno facendo “quadrato” attorno all’Azienda ed il lavoro prosegue, pur con tutte le difficoltà ed i timori del caso.

Discorso diverso per chi è in “prima linea” – ovvero i nostri Tecnici ispettori. Il nostro è un “lavoro di relazioni”, nella maggior parte dei casi si entra direttamente nelle “famiglie” dei Controllati più che nelle “aziende”, ed in questo periodo i timori e le ansie sono davvero tanti, da una parte e dall’altra. Stiamo cercando di attenerci alle disposizioni dell’Autorità, abbiamo definito dei “protocolli d’emergenza” che prevedono anche la possibilità di effettuare visite ispettive “off-site” ma anche qui, è la prima volta che ci confrontiamo con queste problematiche. Vedremo nei prossimi giorni l’andamento dell’attività, sperando che la situazione possa migliorare e lo stato di emergenza terminare quanto prima.

Sicuramente cercheremo di trarre anche degli aspetti positivi da questa, che attualmente si può definire una “tragedia”. Forse ne verranno rafforzate le relazioni “interne”, la capacità di creare “squadra” e trovare soluzioni nella difficoltà, ma per ora l’unica cosa che conta davvero è la rassicurazione di superare quanto prima “il picco” e che la tendenza dei decessi possa subire un concreto e stabile rallentamento.  Solo dopo si potrà avere la necessaria serenità per affrontare il da farsi. E’ triste, molto triste ma è così. Ora navighiamo davvero a vista.

 

Sono state definite delle linee guida per gestire i controlli?

Il contributo di AssoCertBio è stato determinante. Abbiamo definito una linea guida interna, e l’Associazione si sta inoltre coordinando per raccogliere quotidianamente informazioni. Da questo punto di vista non ci sentiamo “soli”. Si tratta poi di situazioni veramente eccezionali, di cui nessuno ha avuto esperienza. Possiamo solo sperare e fare del nostro meglio.

 

Il Ministero ha reso possibili i controlli da remoto con strumenti IT, privi della presenza fisica dell’ispettore. Come funzionano?

Parte dell’attività, quella meno “urgente”, è stata posticipata senza problemi a data “da definirsi”.

Il Ministero ha reso possibile l’esecuzione di controlli “off-site” ovvero “da remoto”, ci sono situazioni in cui sicuramente tale soluzione è applicabile, pensiamo alle realtà più organizzate, come le aziende di preparazione. In altre situazioni sarà molto più difficile, pensiamo alle piccole aziende, a quelle condotte da anziani…

La “platea” dei Controllati è eterogenea e molto dipenderà dall’abilità di chi dovrà applicare tali forme di controllo senza averne avuto esperienza prima…

 

Quali sono le conseguenze per un’azienda che rifiuta il controllo?

Mi auguro che non ci siano situazioni in cui qualcuno cerchi di approfittarsi di questa tragedia – posso comprendere la difficoltà di alcuni Colleghi che si trovano a dover effettuare il loro lavoro in questo momento di estrema difficoltà – sia di tipo “materiale” e contingente sia di tipo emotivo. A mio avviso, non sarà facile ritornare alla normalità, il virus ha letteralmente minato le fondamenta delle relazioni personali, quelle lavorative saranno le più colpite perché meno necessarie in questo delicato momento dove ciò che conta di più non è tanto riuscire “a lavorare” quanto sperare che la pandemia finisca il prima possibile…