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Entrare nel mondo del biologico: il segmento etnico e salutistico

Produrre biologico non significa solamente pensare all’ambiente e rispondere alle richieste di un consumatore sempre più attento a coniugare la sostenibilità nelle sue diverse forme. Chi decide di entrare nel mondo del biologico ha fantasia, tenacia e desidera farlo sapere.

E allora, con quali proposte entrare nel mercato? Esistono strade che parlano di nuove produzioni dove il tema della trasparenza è ricorrente.

Il 6 febbraio a Milano abbiamo incontrato Latteria San Pietro che ha accelerato sulla diversificazione produttiva, sposando anche la linea bio: l’azienda si trova a Cerlongo di Goito, in provincia di Mantova, una fra le realtà più dinamiche del territorio.

«Proprio dalle caratteristiche della nostra area produttiva abbiamo voluto ispirare la produzione di Grana Padano – racconta il presidente Stefano Pezzini -. I prati stabili (colture tipiche della media pianura mantovana che non vengono mai arate e da cui si raccoglie solamente il fieno per alimentare le vacche da latte) sono un elemento fondante della nostra produzione, che dal latte di 26 soci ottiene circa 210.000 forme di Grana Padano ogni anno».

L’attenzione al territorio è stata sublimata dalla Latteria San Pietro attraverso un progetto di Piano integrato d’area, per la valorizzazione dei prati stabili della Valle del Mincio. Sono cinque le cooperative coinvolte, quattro Comuni per sostenere la diffusione di spacci aziendali cooperativi, specifici impegni legati alla sostenibilità produttiva e valorizzazione del territorio anche in ambito turistico, rafforzando la rete di piste ciclabili, che sfruttano la vicinanza del Lago di Garda.

Nel paniere produttivo la Latteria San Pietro ha guardato al segmento etnico, con produzioni certificate Kosher e Halal, ma anche al segmento salutistico, con una produzione di Grana Padano «povero di sale» (almeno il 30% in meno rispetto ai valori indicati dal disciplinare di produzione) e la linea del Grana Padano da latte ottenuto da bovine alimentate a solo fieno.

E poi, naturalmente, c’è il Grana Padano biologico da prati stabili: 7.500 forme prodotte nel 2019 e ritirate stabilmente da una catena della grande distribuzione, con buona marginalità economica. Anche se, riconosce Pezzini, «vi sono margini di crescita nel settore».

Per vincere la titubanza degli allevatori, la cooperativa ha deliberato di sostenere con un aiuto supplementare di 10 euro al quintale di latte il periodo di conversione dal convenzionale al biologico. Il progetto dedicato all’organic ha una connotazione specifica, all’interno della filiera «Fil Bio», che coinvolge anche un mangimificio (Comazoo di Montichiari) e che si inserisce nella piattaforma «Feed for milk».

Per tutti i soci della latteria San Pietro la certificazione è trasparente: hanno infatti la possibilità non solo di conoscere il lotto di produzione del Grana Padano, ma anche di conoscere la razione alimentare delle bovine e i visi dei soci produttori, grazie al progetto Gestigrana e al sistema di QR Code.

 

Photo by Andy Kelly on Unsplash