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Coop e la tutela dell'ambiente: una case history virtuosa

L’Unione Europea, attraverso il progetto di Dichiarazione della Circular Plastics Alliance, ha promosso la creazione di un gruppo di lavoro per il riciclaggio di tutti i prodotti in plastica: l’obiettivo è ridurre le materie plastiche e stimolare l'innovazione del mercato.

A giugno del 2018 la Coop ha aderito alla Pledging Campaign per l’implementazione del mercato della plastica riciclata, su base volontaria: l’obiettivo è arrivare al 2030 con una significativa diminuzione della plastica monouso.


In cosa consiste la Pledging Campaign? È un impegno delle aziende affinché, entro il 2030:

  • Tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano riciclabili o riutilizzabili
  • Almeno il 50% dei rifiuti generati venga riciclato.

 

Abbiamo intervistato Carmen Quatrale, brand manager Prodotti a marchio Coop, per farci raccontare il loro impegno in questa direzione.

 

Coop è stata l’unica impresa italiana della GDO ad aderire alla Pledging Campaign: quali sono i vostri obiettivi?

L’attenzione per la tutela dell’ambiente e per la qualità della vita fanno parte da sempre della Missione della Cooperazione, nel quadro delle attività volte a difendere i diritti dei consumatori. Negli anni COOP ha portato avanti una serie di azioni al fine di ridurre il suo impatto sull’ambiente generato dalle sue attività.

Uno degli ambiti di maggiore intervento è rappresentato dal Prodotto a Marchio, testimonianza concreta della mission aziendale. Il Prodotto Coop rappresenta spesso l’apripista, la testimonianza della fattibilità, della sostenibilità anche economica di scelte a favore dell’ambiente. Le indagini confermano che il primato del prodotto Coop verso insegne competitor, come protagonista indiscusso della sostenibilità, è riconosciuto dai Soci e clienti Coop.

Nel complesso le azioni sui prodotti permetteranno a Coop di raggiungere nel 2025 un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 Tir (circa una fila di 1 km di Tir).

 

Il piano di Coop nel quadro degli obiettivi per il clima e energia a livello dell’UE

Intanto Coop va anche oltre l’adesione alla Campagna Europea e prevede di  raggiungere entro il 2022 gli obiettivi che l’Unione Europea ha posto come obbligatori entro il 2030: nell’arco di un quadriennio, a partire dal 2018, tutti i prodotti a marchio Coop, con un valore commerciale di circa 3 miliardi di euro all’anno, saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili, mentre quelli della linea Vivi verde coop, maggiormente dedicata alla tutela dell’ambiente, taglieranno il traguardo già alla fine del 2019.

E se “una buona spesa può cambiare il mondo”, l’offerta del prodotto Coop ne rappresenta la concretizzazione attraverso il rispetto di valori fondamentali che da sempre li caratterizzano, tra cui ruolo centrale è dato dall’attenzione all’ambiente che nel tempo si va sviluppando in azioni e impegni molteplici sui prodotti.

Con la linea Vivi verde promuovete il biologico nel campo del biofood e del natural self-care, mentre la linea Solidal intende offrire opportunità di sviluppo autonomo ai produttori in condizioni di svantaggio, senza la necessità di intermediari. Quanto peso hanno questi due marchi rispetto alle vostre vendite?

La linea Vivi verde Coop vede nel biologico un driver fondamentale per un ambiente più sano. In questo senso, il biologico e l’ecologico sono ormai considerati “Due lati della stessa medaglia”. Conta 750 referenze fra alimenti biologici, igiene casa, igiene persona e non food, mentre nel mondo Solidal Coop dedicato ai prodotti del commercio equo e solidale si contano circa 50 prodotti di cui 15 anche biologici.

Questi brand rappresentano oltre il 10% delle vendite totali della private label Coop con una notorietà che nel caso del Vivi verde va oltre il 90% dei consumatori intervistati.

Quanto conta il packaging nella scelta di un prodotto da parte del consumatore finale?

 

Le numerose ricerche sugli effetti negativi che l’utilizzo eccessivo di plastica genera sull’ecosistema e sull’ambiente preoccupano sempre di più i consumatori italiani, si assiste quindi ad una crescente attenzione da parte dei consumatori a packaging sostenibili e a basso impatto ambientale.
C’è stato un incremento del +5,5% delle vendite in generale di prodotti per la cura della casa realizzati con plastica riciclata.

 

Quali saranno i fattori che promuoveranno la crescita del biologico nel futuro?

 

Trasparenza, controllo, filiera, territorialità e innovazione in termini di formulazioni e di pack: queste le parole chiave per mantenere una posizione credibile e forte nel mondo del biologico e più in generale dell’ecosostenibilità.

L’accessibilità è un altro elemento centrale e cruciale: un prezzo che possa essere accessibile a tutti.