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Bio, la Francia autorizza l’utilizzo di serre per la produzione orticola

La Francia ha stabilito che i produttori biologici potranno coltivare le verdure estive (melanzane, cetrioli, zucchine, peperoni, pomodori) in serre riscaldate, ma sarà vietato commercializzare tali ortaggi ottenuti in ambiente protetto nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 30 aprile.

Una decisione che non trova tutti d’accordo. Con il dibattito sul biologico che ha infiammato i principali attori del settore in Francia. Secondo la Federazione nazionale dell'agricoltura biologica (Fnab) e il sindacato Synabio, la possibilità di utilizzare serre riscaldate per l’agricoltura bio snaturerebbe il settore, facendo perdere la naturalità dei cicli stagionali e assimilando il segmento «organic» a una «industrializzazione del biologico», come ha scritto Olivia Détroyat sul quotidiano transalpino Le Figaro.

Tra i favorevoli al provvedimento, Coop de France e le Camere dell’Agricoltura (Apca) , per le quali vietare le serre riscaldate «avrebbe creato una distorsione della concorrenza con altri paesi europei, rallentando la crescita dei prodotti biologici francesi».

Il settore del bio, infatti, sta crescendo anche in Francia, come in tutta Europa. Oggi il bio è acvora considerato di nicchia (circa ilo 5% dei consumi), ma il trend di crescita è sostenuto, a doppia cifra da cinque anni e con prospettive di ulteriore affermazione.

Molto marginali gli spazi detenuti dalle serre: appena 50 ettari in tutta la Francia (praticamente lo 0,2% dell’intera produzione bio), ma con la previsione di nuovi 150 ettari pronti a entrare in produzione. L’obiettivo è quello di rispondere alla crescente domanda dei consumatori.

Il ministro dell’Agricoltura francese, Didier Guillaume, ha mantenuto il divieto di vendita di verdure fuori stagione, vietando la commercializzazione dei prodotti in serra tra il 21 dicembre e il 30 aprile. Inoltre, per salvaguardare la filosofia del vivere bio, l’autorizzazione alla vendita in tutto il resto dell’anno è «accompagnata dall’obbligo di ricorrere alle energie rinnovabili per ogni nuova serra riscaldata per l’agricoltura biologica da subito e entro il 2025 per quelle esistenti».

Il mondo agricolo non sembra aver apprezzato i vincoli imposti sul calendario. La Fnsea, il principale sindacato di settore francese, parla di una «distorsione permanente della concorrenza che la Francia impone ai suoi produttori». Il dibattito, a fronte di posizioni contrastanti, potrebbe spostarsi a Bruxelles, in Commissione Agricoltura.