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Austria e Germania si preparano a bandire il glifosato

Nel dicembre 2017 l’Unione europea ha rinnovato la licenza glifosato in Europa per cinque anni. Eppure, c’è chi preme per vietare o, almeno, restringerne l’applicazione in agricoltura. Nelle scorse settimane il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato al Bundestag che entro settembre il governo presenterà una soluzione entro settembre.

«Arriverà il giorno in cui questo erbicida non verrà più utilizzato - ha detto Merkel nel corso di un’interrogazione parlamentare -. Abbiamo una strategia per uscire dal glifosato, in linea con le direttive europee”, come ha riportato il settimanale Top Agrar.

Quello che è certo è che serve un piano di azione ben definito, “proprio come stiamo facendo con il piano di uscita dal carbone; non si può pretendere che gli agricoltori smettano di usare il glifosato da un giorno all'altro”.

Il cancelliere tedesco ha anche precisato di stare facendo pressioni a riguardo sui suoi ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Kloeckner e Schulze, ma che finora non sono giunte a un accordo sul glifosato.

Una linea ancora più netta in Austria, primo paese in Europa per il peso delle superfici biologiche sul totale coltivato. A inizio luglio – riporta il portale The Local - i parlamentari austriaci hanno approvato un divieto totale sul glifosato, mettendo il paese sulla buona strada per diventare il primo Stato dell’Unione europea a vietare ogni uso dell’erbicida.

I deputati hanno votato a favore di una proposta di legge presentata dal partito socialdemocratico, e volta a vietare i prodotti a base di glifosato, come misura “precauzionale”. Tale decisione è stata però contestata al Parlamento di Viena da chi ritiene illegale, in base al diritto comunitario, il fatto che singoli Stati Membri vietino sostanze il cui utilizzo è stato approvato dall’Ue nel suo insieme.

Nonostante le pressioni ambientaliste, infatti, sia l’Autorità europea per la Sicurezza alimentare (Efsaa) che l’Agenzia europea delle Sostanze chimiche non classificano la sostanza come cancerogena.

In Francia, nel maggio 2018, il governo si è impegnato a vietare il glifosato “per i suoi usi principali” entro il 2021, e per “tutti i suoi usi” nell’arco di cinque anni.