Materiali naturali trattati per migliorarne le performance, film edibili e inchiostri food safe a base acqua: le proposte di packaging sostenibile arrivano dal mondo della Ricerca e dalle aziende.

Quali sono i materiali che possono sostituire la plastica? I materiali alternativi possono garantire gli stessi livelli di shelf life? Ridurre il packaging e lavorare sui nuovi materiali sono le soluzioni contro l’overpackaging e l’utilizzo di materiali inquinanti emerse durante il convegno Sicurezza, sostenibilità e innovazione: come cambiano i materiali per il confezionamento alimentare, a cura della rivista Infopackaging, che si è tenuto oggi a B/Open, la manifestazione dedicata al bio food, in programma a Veronafiere fino a domani.

Antonella Cavazza, Ricercatrice del Dipartimento Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, membro del Cipack e Presidente del Master dell’Università di Parma ha illustrato alcune ricerche condotte su materiali quali legno, carta e biopolimeri che sono stati trattati superficialmente al fine di migliorarne le prestazioni quando entrano in contatto soprattutto con sostanze liquide. Altre due proposte che sono state presentate sono i film edibili con polisaccaridi o probiotici che diventano addirittura attivi fondendosi con l’alimento al quale vengono trasferite delle proprietà e il packaging spray che, una volta irrorato su frutta, verdura e carni, ne limita l’ossidazione. «La demonizzazione dei singoli materiali non è la soluzione– ha dichiarato Antonella Cavazza-, ma piuttosto vanno implementate le conoscenze di tutti gli attori di questo sistema, dallo specialista al consumatore».

Le aree di intervento del mondo universitario sono quelle della formazione, con l’obiettivo di formare professionisti qualificati, e la ricerca per realizzare soluzioni innovative in termini sia di materiali che di processi.

«Il packaging ci aiuta a preservare più risorse di quante ne impiega. La plastica e il packaging diventano un problema quando non si gestiscono in fase di post consumo, quindi, è fondamentale una modifica della catena degli imballaggi in plastica, al fine di arrestare il degrado ambientale» ha affermato Annalisa Apicella dell’Università di Salerno.

Dalla progettazione, alla produzione, alla logistica, al fine vita, produrre imballaggi sostenibili vuol dire intervenire in ogni fase del ciclo di vita di un prodotto. 

Su questo tema è intervenuta Silvia Di Cesare, PhD Industria Cartone Ondulato che ha illustrato anche un esempio di supply chain che avviene all’interno di ICO e che consente di utilizzare circa il 90% di carte che derivano da operazioni di recupero e riciclo (di cui almeno il 90% certificate FSC).

«Il 75% dei millennials e della generazione Z preferisce affidarsi ad un’azienda che ha a cuore le tematiche di sostenibilità ambientale» ha dichiarato Silvia Di Cesare confermando una crescita dell’interesse e della sensibilità dei confronti di questa tematica.

Una case history aziendale virtuosa, anche sotto il profilo dell’impatto di Co2 sull’ambiente: le loro scatole generano, infatti, un terzo dell’impatto rispetto alla media delle scatole di cartone in Europa, grazie all’utilizzo di materiale al 100% riciclato e inchiostri food safe a base acqua.

La riflessione si è estesa, poi, alla conservazione del prodotto, grazie a Magdalenza Drozda, General Manager Suricate che ha detto «Oggi non siamo più in grado di rinunciare ad un prodotto proveniente da qualsiasi parte del mondo, ma ci rifiutiamo di conservare correttamente. Sarebbe bene valutare se i prodotti che consumiamo abitualmente sono idonei al contesto che ci circonda. Con un packaging corretto riusciamo ad allungare la shelf life del prodotto. Va rivalutato tutto il pacchetto, dall’inizio alla fine della filiera».

La premiazione della seconda edizione degli Ecopackaging Awards

Nella stessa giornata sono state proclamate vincitrici le 13 aziende della seconda edizione degli Ecopackaging Awards, contest a cura di Tespi Media Group, partner di B/Open, che punta a valorizzare i packaging ecosostenibili.

«L’evento valorizza l’impegno di aziende che operano nel food e nella cosmetica– sottolinea Angelo Frigerio Direttore di Tespi Media Group nella realizzazione di packaging ecosostenibili, con grande attenzione verso la sostenibilità di tutta la filiera».

Le aziende vincitrici sono per le categorie pasta Molino Filippini, Teglio (SO), cereali e farine Pedon, Colceresa (VI), carni/salumi Renzini, Montecastelli (PG), formaggi Ca.Form, Thiene (VI), prodotti da forno Gruppo Germinal, Castelfranco Veneto (TV), dolci Alce Nero, Castel San Pietro Terme (BO), make up Sodico, Senigallia (AN), detergenza corpo N&B Natural is better, Martano (LE), detergenza corpo solidi Sapone di un tempo, Pesaro, creme corpo Pdt Cosmetici, Putignano (BA), creme viso Giada Distributions, Abano Terme (PD), profumi e deodoranti Officina Naturae, Rimini, detergenza casa Icefor, Magenta (MI).

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