I claims nutrizionali e le indicazioni sulle etichette dei prodotti

La trasparenza e la tutela della salute del consumatore sono due prerogative centrali nella produzione e vendita dei prodotti. Tutte le informazioni e i dati presenti in etichetta, o sul packaging di un prodotto, devono quindi rispettare delle rigide indicazioni e in nessun caso possono essere di natura illecita, o idonee a trarre in inganno il consumatore.

La quantità di denominazioni e diciture che vengono utilizzati per descrivere le proprietà e caratteristiche di un prodotto possono essere molteplici, ma in questo articolo vogliamo soffermarci sui cosiddetti “claims nutrizionali”.

Cosa sono i claims nutrizionali?

L’utilizzo dei claims nutrizionali è rigidamente disciplinato dal Regolamento CE 1924/2006. Nell’articolo 2, paragrafo 2 sono riportate le nozioni di “indicazione” in riferimento ai claims nutrizionali, definendoli come seguono:

“qualunque messaggio o rappresentazione non obbligatoria in base alla legislazione comunitaria o nazionale, comprese le rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche in qualsiasi forma, che affermi, suggerisca, o sottintenda che un alimento abbia delle particolari caratteristiche[1]”.

Viene inoltre specificato che i claims possono essere di due diverse tipologie:

  • Nutrizionali: qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche legate alle sostanze contenute;
  • Di salute: qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda l’esistenza di un rapporto tra una categoria di alimenti, un alimento o uno dei suoi componenti e la salute.

Il Regolamento specifica inoltre che tali indicazioni possono essere utilizzate se e solo se:

  • Non sono false, ambigue e fuorvianti;
  • Non danno adito a dubbi sulla sicurezza e adeguatezza nutrizionale di altri alimenti;
  • Non incoraggino o tollerino il consumo eccessivo di un certo elemento;
  • Non affermino, suggeriscano o sottintendano che una dieta equilibrata e varia non possano in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive[2];
  • Non facciano riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che potrebbero suscitare o sfruttare timori del consumatore, sia mediante il testo scritto, sia mediante rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche[3].

Qual è la funzione dei claims?

La funzione dei claims, sia nutrizionali che di salute, è sostanzialmente quella di trasferire un messaggio immediato al consumatore su una determinata proprietà o caratteristica del prodotto. Questa tipologia di informazioni ha quindi l’importante compito di incentivare un consumo adeguato e consapevole di determinati prodotti, senza trarre però in inganno il consumatore o fare un’eccessiva enfasi su qualità difformi da quanto previsto dal regolamento comunitario.

I claims devono saper incentivare l’attenzione alla salute e alla responsabilità del consumatore, e per farlo devono essere facilmente comprensibili e formulati sulla base di evidenze scientifiche.

In quale tipologia di prodotti si possono trovare dei claims?

Semplici e immediati, tra gli esempi più ricorrenti di claims utilizzati troviamo: “senza zuccheri aggiunti”, “fonte di proteine”, “senza sale”, “ricco di fibre” o “a basso contenuto calorico”. Messaggi simili vengo ormai sempre utilizzati per tutti quei prodotti alimentari che contengono, o non contengono, determinate sostanze nutritive, e il cui consumo può pertanto offrire anche dei benefici.

Il problema sorge nel momento in cui queste denominazioni vengono utilizzate per meri scopi pubblicitari, e non trovano riscontro nella realtà. Ecco perché è sempre bene fare attenzione a questi claim e accertarsi che siano veritieri.

Ad esempio: se in un prodotto è presente il clailm “a basso contenuto calorico”, è vero se e solo se il prodotto non contiene più di 40 Kcal/100g per i solidi, o 20 Kcal/100 ml per i liquidi.

Ma ancora, il clailm “senza grassi” si può utilizzare se il prodotto non contiene più di 0,5g di gassi per 100g o 100ml.  


[1] Fonte: Regolamento CE 1924/2006

[2] Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/LSU/?uri=CELEX%3A32006R1924

[3] Fonte: https://www.alimenti-salute.it/sites/default/files/Pullini.pdf

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