La normativa dell’agricoltura biologica: cosa c’è da sapere

Molti agricoltori stanno cercando alternative alle pratiche tradizionali di gestione agricola, come parte di una tendenza verso un’agricoltura che combini produttività e sostenibilità. L’agricoltura biologica è un’opzione che sta generando un notevole interesse. Questo approccio rappresenta un metodo praticabile per produrre prodotti nutrienti di alta qualità con ridotta dipendenza da fertilizzanti inorganici, pesticidi o modificazioni genetiche. In questo articolo vedremo quale tipo di normativa regolarizza questo tipo di attività e soprattutto perché è importante che questa nicchia di settore venga adeguatamente regolamentata.

Qual è la normativa che regola l’agricoltura biologica?

In Europa la normativa sull’agricoltura biologica è regolata dal Reg. (CE) n° 834/2007. Questa però non è la prima volta che il settore viene regolamentato; risale infatti all’anno 1991 il primo regolamento comunitario in materia. Quest’ultimo limitava il metodo per la produzione biologica ai soli prodotti agricoli, escludendo di fatti tutto il campo della produzione dell’olio e del vino e anche del reparto zootecnico. Erano già presenti però le procedure e le norme per il processo di controllo dei prodotti e per quanto riguarda la loro etichettatura. 

L’anno successivo con il regolamento n. 2078 venivano specificati i metodi di produzione biologica con le esigenze per una giusta gestione dell’ambiente e delle aree naturali. Veniva inoltre introdotta per la prima volta la possibilità di ottenere dei contributi a chi decidesse di intraprendere questa tipologia di coltivazione. In Italia questo regolamento è stato introdotto con il DM 220/95.

Con il Reg. CE n° 1804/99 viene finalmente data importanza alla completa tracciabilità del prodotto e alla trasparenza della produzione e della commercializzazione.

Cosa dice la legislazione sulla regolamentazione dell’agricoltura biologica

Il regolamento definisce le regole che devono essere rispettate per ottenere la certificazione del proprio prodotto come “da agricoltura biologica”. Queste norme devono essere rispettate, pena l’esclusione dalla certificazione. Esse comprendono tutte le fasi della coltivazione o allevamento, come la trasformazione, la lavorazione e commercializzazione del bene. Secondo la normativa europea un prodotto biologico non può definirsi tale quando per la sua produzione sono stati impiegati OGM. Ogni passaggio viene tracciato e non sono consentiti prodotti di sintesi chimica per tutte le fasi del ciclo di elaborazione della merce.

Le sostanze ammesse vengono elencate nell’allegato del regolamento stesso e possono essere impiegate per diversi scopi come la fertilizzazione del terreno o per difendere le colture da eventuali agenti. Per quanto riguarda la parte sugli allevamenti di animali, gli allevatori devono seguire delle regole per tutta la durata di vita degli stessi, prestando attenzione al pieno soddisfacimento dei loro bisogni fisiologici ed etologici.

Anche l’apicoltura, e quindi la relativa produzione di miele o altri derivati, viene considerata e regolamentata dal Reg. (CE) n° 834/2007. Come anticipato in precedenza anche tutte le leggi per una corretta etichettatura dei prodotti rientrano nel regolamento comunitario, come anche le norme per la pubblicità e promozione del bene biologico, al fine di non imbrogliare o ingannare il consumatore, e le norme per l’esportazione e l’importazione di tali prodotti da o per paesi terzi.

Dalla normativa all’importanza di una regolamentazione nel settore biologico

La regolamentazione del settore biologico è fondamentale perché:

  • Serve a unificare la regolamentazione del settore biologico a livello europeo, garantendo una concorrenza leale tra produttori di paesi diversi membri
  • È utile per i consumatori leggere etichette dei prodotti acquistati conformi e regolamentate che saranno le stesse nei paesi europei
  • Mettere in atto un sistema di controllo della produzione per la commercializzazione per tutti gli alimenti certificati “da agricoltura biologica”
  • Rende trasparenti i processi di produzione e della lavorazione degli alimenti biologici
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