E-commerce Food&Grocery, l’Osservatorio del Politecnico di Milano: nel 2020 crescita record, ora vale 2,7 miliardi

B/Open intervista Samuele Fraternali dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano in occasione del webinar Lo scenario e-commerce: modelli e fattori critici per competere. Come cambiano le tendenze di acquisto nel settore del bio che si è tenuto venerdì 16 aprile.

Qual è stata la crescita dell’e-commerce nell’agroalimentare?

Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio eCommerce B2c – Netcomm del Politecnico di Milano, il valore degli acquisti online dei consumatori italiani nel 2020 per prodotti Food&Grocery ha superato i 2,7 miliardi di euro, in crescita del 70% rispetto all’anno precedente. Di questi 2,7 miliardi, ben l’88% ha riguardato l’acquisto di prodotti alimentari.

Quali sono stati i ritmi di crescita e quanto durerà il fenomeno espansivo?

Il comparto è cresciuto nel 2020 con una crescita quasi doppia rispetto a quella media registrata negli anni precedenti, grazie agli effetti del periodo pandemico. Le restrizioni al movimento e la chiusura dei ristoranti hanno spinto i consumatori a rivolgersi maggiormente al canale online. Vi è stata quindi una sorta di educazione digitale sul consumatore, con effetti benefici che si manterranno nel corso degli anni, anche a pandemia terminata. Si tratta di un elemento positivo per l’intero settore, che ha ancora un’enorme potenzialità di crescita e tanti spazi di sviluppo. Il settore Food&Grocery registra infatti una penetrazione dell’e-commerce B2c (sul totale acquisti Retail) dell’1,6%, valore nettamente più basso della penetrazione media dell’e-commerce b2c italiano, pari al 9% circa, e degli altri principali comparti di prodotto. Ci aspettiamo dunque che gli acquisti online continuino a crescere a tassi elevati anche nei prossimi anni. Nei principali mercati esteri occidentali, la penetrazione dell’e-commerce nell’alimentare ha infatti già raggiunto valori più consistenti, tra il 5 e il 10%. Un percorso che vivrà anche il mercato italiano nel prossimo futuro.

Quali segmenti hanno segnato le migliori performance?

A spingere la crescita nel 2020 è stato in particolar modo il segmento del Grocery Alimentare, ossia la spesa da supermercato. Il valore dell’e-commerce in questo segmento ha raggiunto i 920 milioni di euro, in crescita del 99% rispetto al 2019. In altre parole, il segmento ha raddoppiato il suo valore.

Bene anche il comparto enogastronomico, in crescita del +65%, pari a una spesa del consumatore italiano pari a 600 milioni di euro, principalmente per acquisto di vino, caffè, olio e prodotti tipici.

Cresce con un tasso più basso, seppur importante, il comparto del Food Delivery. Nel 2020 la crescita è stata del +46% per una spesa in piatti pronti di circa 860 milioni di euro. A ‘frenare’ la crescita è stato il periodo della prima ondata pandemica in cui si è assistito a una riduzione dell’offerta, causa la chiusura di molti ristoranti. Nel corso dell’anno però tanti nuovi ristoranti si sono avvicinati all’online e per il 2022 ci aspettiamo una crescita più consistente.

Quali sono state le formule di maggior successo nell’ambito dell’e-commerce agroalimentare (es.: sito + social, possibilità di pagare con carte di credito, ecc.)?

In generale vi è una maggior attenzione da parte del consumatore a ricercare ampiezza e qualità dell’offerta e soprattutto un maggior orientamento al servizio. Le iniziative che offrono un catalogo ricco e strutturato, una customer experience forte, fluida e snella e che offrono un elevato livello di servizio – in termini di soluzioni di pagamento, delivery e customer care – sono quelle che hanno registrato maggior successo. Ad esempio, nel delivery è importante garantire al consumatore il controllo del processo – per assicurare la consegna dei beni alimentati acquistati – e la velocità di consegna, soprattutto nel food delivery.

Occorre fare dei ragionamenti per segmento. Nel Grocery Alimentare prevalgono le iniziative che hanno realizzato un’efficiente e solida infrastruttura e-commerce, dalla gestione del magazzino alla gestione del delivery, sia che esso avvenga a domicilio o in drive&collect. Qui vi è sempre più attenzione anche al mondo del fresco e del surgelato, categorie di prodotto a maggior complessità ma premianti nell’offerta al consumatore.

Nel comparto enogastronomico il fattore distintivo è principalmente la varietà e la qualità dei prodotti. I consumatori sempre più spesso si rivolgono al canale online per ricercare prodotti non facilmente reperibili, con un occhio di riguardo al biologico e sostenibile, o al prodotto locale.

Nella Food Delivery conta molto l’accesso a una varietà estesa di cucine, per permettere al consumatore nuove esperienze. Di altrettanto valore la qualità e velocità della consegna, per ricevere piatti pronti caldi e intatti.

Il biologico ha registrato un trend superiore di crescita nelle vendite? Potrebbe essere un valore aggiunto per l’e-commerce? Se sì, in che modo?

Non abbiamo evidenze specifiche sul biologico. Sicuramente ha tante opportunità sul canale digitale. In prima battuta, come detto, può arricchire l’offerta del comparto enogastronomico. Parallelamente però può trarre benefici dall’e-commerce anche negli altri comparti. Cresce la domanda online sia di prodotti da supermercato sia della ristorazione; due canali di vendita in cui biologico gioca già una partita importante, replicabile anche nell’online. Occorrerà riuscire a cavalcare il moto di crescita, magari trovando accordi con i distributori, i supermercati e i ristoranti.

Quali sono i principali ostacoli alla crescita sia dal punto di vista delle aziende che degli utenti?

Il principale ostacolo alla crescita del settore era la scarsa cultura digitale del consumatore italiano in acquisto online di prodotti alimentari. Questo freno si è allentato nel corso del 2020, dando un boost di crescita al settore e nuove opportunità. Poi vi sono aspetti legati all’alimentare.

Ad esempio?

In generale l’alimentare, per natura, si porta dietro alcune complessità: parliamo di prodotti spesso facilmente deperibili e che richiedono una maggior cura nella consegna per garantirne qualità, mantenimento delle caratteristiche organolettiche e integrità. Pensiamo al vino. Questo si traduce in maggior costi e complessità logistiche che possono non rendere efficiente il canale e-commerce. L’ecosistema ha lavorato molto in questi anni per trovare soluzioni convenienti ed efficienti. Inoltre, il 2020 ha dato un’ulteriore accelerazione agli investimenti da parte dei merchant/retailer e service provider per migliorare il servizio e l’infrastruttura. Investimenti che non andranno perduti e che gettano le basi per un florido sviluppo dell’e-commerce B2c nel settore alimentare nei prossimi anni.

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