Il concetto di biologico: dalla definizione alla sua importanza

L’agricoltura industriale si fonda sull’utilizzo di miliardi di ettari di terreno per le produzioni agricole in parte destinate al consumo dell’uomo, ma soprattutto per la produzione di mangimi per il bestiame. Tutte queste coltivazioni vengono costantemente trattate con pesticidi e altri composti di origine chimica, causando un rapido deperimento delle risorse naturali e della fertilità del suolo.

L’agricoltura biologica ribalta completamente lo scenario produttivo convenzionale, dando vita a un modello di sviluppo che non comporti uno sfruttamento eccessivo del suolo e delle risorse naturali, e che preveda l’utilizzo di strumenti e sostanze naturali. Scopriamo di più sulle caratteristiche del biologico in questo articolo.

La definizione e il suo significato

La definizione di coltivazione biologica viene fornita dal Regolamento CE n. 834/2007 che stabilisce le regole di produzione valide per tutta l’Unione Europea, definendola come segue:

“Un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali”

Produrre biologico significa pertanto mettere in pratica tutta una serie di tecniche e strumenti che consentano di preservare l’ambiente e le sue risorse naturali, rispondendo al contempo alla domanda di prodotti alimentari da parte dei consumatori. Si tratta di un sistema che risponde perfettamente ad una logica “win-win”, ossia un sistema in cui tutte le parti in gioco ottengono dei vantaggi; nel caso di biologico, le esigenze della tutela ambientale vengono preservate senza compromettere quelle dell’uomo, e viceversa.

Cosa è un prodotto biologico?

Un prodotto biologico è un prodotto ottenuto da una produzione agricola definita e disciplinata a livello comunitario dai regolamenti CE n. 834/2007 e CE n. 889/2008. Si tratta di prodotti che non sono stati trattati con composti chimici di sintesi e non sono organismi geneticamente modificati (OGM), ma vengono ottenuti seguendo alcuni principi cardine:

  • rotazione delle colture per evitare di coltivare per più stagioni di seguito sullo stesso terreno la stessa pianta, così da impedire che parassiti ed erbe infestanti si adattino e proliferano in un ambiente loro favorevole. Con questa tecnica, anche lo sfruttamento delle risorse del terreno viene ridotto;
  • piantumazione di siepi e alberi per valorizzare il paesaggio, e offrire ospitalità ai predatori naturali dei parassiti, oltre che fungere da barriera fisica contro gli inquinamenti esterni;
  • la consociazione, ossia la tecnica di coltivare contemporaneamente più piante diverse, l’una sgradita ai parassiti dell’altra.

Cosa comporta il biologico?

Produrre biologico significa quindi bandire categoricamente l’utilizzo di organismi geneticamente modificati (OGM), nonché quello di radiazioni ionizzanti o qualsiasi altro trattamento-composto chimico di sintesi.

La produzione biologica di prodotti agricoli ha l’obbligo di:

  • rispettare le norme sul trattamento del suolo, rispettandone i cicli e la fertilità naturali
  • prevenire i danni con la possibilità di ricorrere solo ai prodotti previsti dalla normativa
  • utilizzare sementi di origine biologica

Il biologico comporta quindi una garanzia di qualità e sicurezza assoluta per il consumatore finale, che deve essere adeguatamente informato attraverso i dati riportati in etichetta. Ma non solo, scegliere il biologico significa offrire un’opportunità di nuova valorizzazione dell’ambiente, salvaguardando l’suo delle risorse naturali e la fertilità del suolo. Il biologico comporta una presa di responsabilità collettiva verso l’intero ecosistema globale, e questo è un passaggio fondamentale in un periodo storico in cui i cambiamenti climatici e i fenomeni avversi sono sempre più frequenti e pericolosi.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su email