Biodiversità e “controllo” del DNA: B/Open in dialogo con FEM2-Ambiente

B/Open dialoga con il mondo della Ricerca: diverse sono le realtà italiane eccellenti intercettate nel percorso che ha dato spazio a contenuti e formazione, tra cui l’Università di Salerno, l’Università Politecnica delle Marche, il Cipack e l’Università di Parma.

Abbiamo approfondito con il dott. Valerio Mezzasalma, Direttore Scientifico di FEM2-Ambiente il concetto di biodiversità e di “controllo” del DNA, servizio che può essere utilizzato dai produttori come strumento per comunicare l’impegno nel fornire prodotti di qualità.
FEM2- Ambiente (Food, Environment, ManageMent) è una società operante nel campo delle Biotecnologie incubata all’interno dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nasce con l’obiettivo di valorizzare le tecnologie sviluppate nei centri di ricerca universitari e trasformarle in strumenti innovativi capaci di fornire soluzioni efficaci per rispondere alle esigenze di aziende e privati.
Un team multidisciplinare e la stretta collaborazione con diversi gruppi di ricerca dell’Ateneo milanese permettono a FEM2-Ambiente di affiancare le aziende del settore agroalimentare, erboristico, cosmetico, veterinario e fitofarmaceutico offrendo soluzioni innovative, affidabili ed efficienti, anche di fronte a problematiche non convenzionali.

Per preservare la biodiversità non solo di piante, animali e microrganismi, ma anche delle varietà genetiche, è importante conoscerla. In cosa consiste la tecnica del DNA barcoding?
Il DNA barcoding è una metodologia universale che consente l’identificazione di specie di organismi viventi attraverso l’analisi del loro DNA. Questa tecnica si basa sullo studio di uno o più marcatori molecolari, precise sequenze di DNA che caratterizzano e identificano in modo univoco ogni specie. L’applicazione della tecnica del DNA barcoding è resa possibile grazie all’esistenza di un Consorzio e di una banca dati internazionale in cui la comunità scientifica deposita le sequenze di DNA riconosciute, distintive di ciascun organismo. Il confronto tra i dati ottenuti in laboratorio e la banca dati di riferimento permette il riconoscimento universale delle specie su base molecolare. Tramite una procedura analitica ben strutturata è quindi possibile individuare la specie di un campione di origine animale, vegetale o microbica, anche nel caso di piccole porzioni o di prodotti lavorati.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di questa tecnica per le aziende di produzione agroalimentare, erboristico o fitofarmaceutico?
Nella filiera del settore agroalimentare, erboristico e fitofarmaceutico le materie prime subiscono lavorazioni e trasformazioni come l’essiccazione, la macinazione o la polverizzazione, con una conseguente modifica dei caratteri morfologici che ne rende spesso difficile il riconoscimento. Le tecniche basate sull’analisi del DNA permettono l’identificazione delle materie prime indipendentemente dalle caratteristiche morfologiche e dalle lavorazioni subite. Questo perché il DNA presenta tratti inequivocabili per ciascun organismo vivente e ne permette una caratterizzazione certa e univoca. Poter identificare con certezza la specie e verificare la qualità dei prodotti acquistati, utilizzati e venduti consente di: i) assicurare una corretta etichettatura; ii) individuare possibili errori o contaminazioni che possono intercorrere nella filiera produttiva; iii) garantire le proprietà nutrizionali e i benefici attesi dal consumo di determinate erbe, spezie o alimenti; iv) tutelarsi da frodi o sostituzioni; v) comunicare in modo chiaro ai propri clienti la qualità dei propri prodotti. Proprio per quest’ultimo punto FEM2-Ambiente offre l’opportunità di utilizzare il marchio “Verified DNA” sui prodotti analizzati e controllati geneticamente con lo scopo di garantirne e comunicarne qualità e sicurezza.

Quali sono i tempi e i costi indicativi per un’azienda che vuole accedere a questo tipo di servizio?
Con pochi grammi di prodotto e qualche giorno lavorativo è possibile ottenere un rapporto d’analisi chiaro ed esaustivo ed un certificato d’analisi utile alla comunicazione del controllo genetico. Per quanto riguarda i costi, possiamo affermare che questi sono in linea con le classiche analisi chimiche e microbiologiche che le aziende effettuano di routine.

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